sabato 28 aprile 2007

Aprile. La cena della genovese.



Aprile 2007. La cena della genovese. Mi cimento con la Genovese. E’ riuscita. Commozione. Ci faccio un invito. Acquisiti gli indispensabili zitoni Setaro, medito. Insieme a una Genovese che ci metto? Pizze fritte, Vignarola sformata, Panini con cipollina fresca e uvetta di Corinto, Panini con salvia fritta nel burro e pepe verde, gran piatto di Formaggi, Cheese cake acquistata da Dolce Roma. Bourgogne Irancy 2004, e un Margaux Chateau Du Tertre 2002, Brunello di Montalcino Conte Ottavio Piccolomini d’Aragona 1999, Recioto di Soave.

 Genovese di Ester.



Pizze fritte. Pasta del pane un po’ morbida, friggere, sugo di pomodoro, formaggio grattugiato, basilico. Mai fatte in vita mia. Speriamo bene. Con due aiutanti in cucina – chi le condisce, chi le porta in tavola – è fatta. Miracolo. Riescono anche quelle.



Gli ospiti hanno portato cibo. Leccardo Adriatico arriva con due teglie – Leccardo è munifico – di un piatto verdureo che ribattezziamo vignarola sformata, con fave, carciofi, piselli, lattuga, uovo. Ma a ogni boccone si grida: ma c’è anche la zucca! Eh, sì, un po’ di zucca… Ma c’è l’uvetta! Eh, già, anche l’uvetta, scusate, dimenticavo di dirlo… Insomma, chi conosce Leccardo sa di che parlo. I suoi piatti sono incontrollabili.

Ho provato dei panini di due tipi, anche se entrambi con un impasto che comprende un po’ di farina gialla e un po’ di manitoba: gli uni con cipollina fresca e uvetta di Corinto, gli altri con salvia fritta nel burro e pepe verde.


Un gran piatto di formaggi – sono italiani questa volta, le pezzature giganteggiano – chi con il tartufo, chi affinato nel vino, viene proposto prima del dolce.

Nunchesto propone un Bourgogne Irancy 2004, e un Margaux Chateau Du Tertre 2002, un Bodeuaux che il Nunche guarda con amore; Cornucopio Canturino ha portato un Brunello di Montalcino Conte Ottavio Piccolomini d’Aragona 1999.

Polsonetta Aprutina ha portato una cheese cake acquistata da Dolce Roma, una delle poche pasticcerie romane che gode di un certo generale consenso, anche se ha più l'aria di un forno che di pasticceria, e se alcuni dolcetti da me acquistati colà non furono per nulla memorabili. La chesee cake è senz'altro buona. Polsonetta dice che i pasticceri affermano di non farla con philadelphia (ci mancherebbe) ma che fanno venire la ricotta dall'Austria (sarà necessario?).

Viene accompagnata da un Recioto di Soave sul quale Nunchesto non dice nulla di più che un: va be', con grandi dibattiti tra lui e Pomaurea sull’opportunità di far entrare nella tradizione dei Recioti quelli fatti con uvaggio bianco.

Si fanno molti brindisi. C’è anche un compleanno ancora nell’aria.

Dolce Roma
Roma
via del Portico d'Ottavia 20/B
tel. 066892196
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...