lunedì 10 novembre 2008

Carciofi stufati di Leccardo



Artemisia fa i carciofi come fa Leccardo

C’è una sola cosa da sapere su carciofi: essere spietati. Togliete tutte, ma proprio tutte le parti dure, ogni foglia sospetta di opporsi con la sua ostica fibrosità al dente, e ovviamente tutte le spine e ogni barba. Qualsiasi cedimento rovinerà il piatto.

Una volta fatto ciò, si mettono a testa in giù stretti stretti in una pentola a fondo spesso con un dito di ottimo olio d’oliva sul fondo, qualche spicchio d’aglio vestito infilato qua e là, come pure qualche rametto di prezzemolo. Poco sale.

I primi minuti - diciamo quattro o cinque? - sono a cottura viva, con il carciofo che sfrigola, poi si abbassa il fuoco al minimo, si copre bene la pentola e si lascia cuocere per almeno 40’, ma anche un’ora non guasta. Controllare il bisogno di liquidi, ed eventualmente aggiungere un po’ d’acqua (molto dipenderà dalla tenuta del coperchio).

Nel menu di  Ottobre 2008. Menu con due tipi di carne, per accompagnare un couscous

Nel menu di  Marzo 2013. Pranzo pasquale per tre


Ho fatto questi carciofi seguendo la procedura di Leccardo, che celebro qui in ricordo di quanto tempo ci ho messo per imparare a cucinare decenti carciofi.

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