venerdì 29 maggio 2009

Torta friabile di ciliegie e mandorle e Georges Lepape


Da Artemisiauna torta di Elisabetta, elegante e semplice, con piccole varianti.

Buttare dentro un robot: 100g di farina00, 50g di farina di riso, mezza bustina di lievito istantaneo per dolci, 100g di farina di mandorle, due uova, 80g di burro ammorbidito, 80g di zucchero di canna chiaro (ho usato un biondo demerara), un cucchiaino da caffé di cannella in polvere, uno di zenzero pure in polvere, un pizzico di sale. Azionare e amalgamare.

Stendere l’impasto in una teglia quadrata di 20cm di lato, bordi alti 4/5cm, rivestita di carta da forno.

Costellarlo di ciliegie snocciolate, pressandole con delicatezza nell’impasto.

Cuocere in forno già caldo a 180° per 40’.



Servire tagliando la torta a quadrotti.



È una torta leggera e buona, friabile, che se non volete servire a quadrotti, può anche essere cotta in una teglia di porcellana da forno. Starebbe bene anche con un coulis di ciliegie (buttate un paio di abbondanti manciate di ciliegie snocciolate nel robot, insieme a 50g di zucchero biondo e il succo di un limone, e frullate).


Pochoir di Georges Lepape.

da ARTOPHILE



12 commenti:

Francesca ha detto...

che bella, sembra una scacchiera tonda.
Io adoro le ciliegie (e Max Ernst)

vive la semaine de bonté..

la belle auberge ha detto...

Mi piace questo dolce ed anche l'idea di "buttare dentro al robot"
i vari ingredienti :DDDD
se la preparo, riferirò del risultato
grazie e a presto
eu

Federica ha detto...

Wow che bella questa torta... immagino già il gusto...mmm

Caty ha detto...

...si , è vero anche a me a incredibilmente colpito il "buttare tutto nel robot",somiglia molto al mio essere un gran cuoco ideale...sei bravissima !!

elisabetta ha detto...

...varianti che dovrò a mia volta scopiazzare e replicare! :D

la belle auberge ha detto...

Artemisia, ti posso tirare le orecchie? Nella ricetta che hai scritto e che io ho usato NON ci sono mandorle (nonostante il titolo). Stamattina, solo dopo averla preparata, sono andata a vedere la versione di Francesca e mi sono accorta che è molto simile a quella che avevo fatto l'anno scorso e che avevi preparato anche tu. vedi qui Ecco perché mi è venuto un impasto in quantità così scarsa: manca la farina di mandorle.
Ti posso torturareeee?
Speriamo sia buona. DOpo ti dico...
eu

la belle auberge ha detto...

A mia parziale discolpa, posso aggiungere che avevo copiato la ricetta senza titolo, per cui mi sono accorta troppo tardi dell amancanza dell'ingrediente mandorlesco. :DDDD

Artemisia Comina ha detto...

eu, mi sono sparata. ti basta? ora ti parla il mio spettro, che aspetta la sua metempsicosi.

carissime tutte, questa torta era segnata da una destino, che io ho evitato a stento e che ha colpito eu (rossori, rossori) infatti quando stavo versando l'impasto nella teglia, mi sono accorta che non avevo messo il lievito...risbatti nel robot...poi verso, e vedo che c'è qualcosa che non va...ho dimenticato il burro!!! riacchiappo, metto il burro...capite, quel povero impasto...perché? eh, be'...non a caso era parecchio che non facevo torte dolci...come dice una mia amica, le mie ricette sono evanescenti in questo periodo...mi sa che è vero...

annamaria ha detto...

Queste disavventure ti rendono mooolto più umana!!!pensavo capitassero solo a me...

la belle auberge ha detto...

Poco male, Artemisia! - ti parla l'eugenia trasformata in mandorla. I dolci (si noti: ne avevo preparati due, in rapida successione - quando si dice: dopo due piatti, ha scoperto di mangiar polenta...)sono venuti bene anche senza farina di mandorle. Raccomando di cuocerli meno, diciamo trenta minuti, per preservarne la morbidezza.

Un abbraccio
eu

Artemisia Comina ha detto...

annamaria, sono così umana che sarei tentata di dire che si esagera :DDDD

Artemisia Comina ha detto...

eu, posso resuscitare?

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