venerdì 19 giugno 2009

GATTI. MENTRE LA PROFONDITÀ DELLA NOTTE AVVOLGE FINALMENTE OGNI COSA.








Mentre la profondità della notte avvolge finalmente ogni cosa con questi pesanti velluti spessi e neri, mentre il minuto fervere dei gechi e dei ragni manda richiami irresistibili e suadenti, ecco che non posso, non posso, non posso più giacere morta acciambellata, ma un’onda mi solleva, mi svolge, mi alza, un’onda di ronronron pieno e vasto che mi porta, mi porta mi porta verso di lei. Ecco la carezza solleticante delle vibrisse sull’orecchio addormentato, il lieve, tiepido respiro felino che rotola sulla guancia umana, l’occhio che fissa l’occhio che si apre lentamente, offuscato. Ecco che infine io troneggio, io guardo dall’alto, io miro questa capa abbandonata che lenta si gira e forse mi guarda. Il lavorio ritmico e insistente delle zampe, spingere, spingere, spingere, far lievitare, adesso spremerà qualcosa da questa presenza distratta. Ecco che la testa teneramente pelosa si china determinata e urta, urta, urta morbidamente, urta contro l’inerte corpo umano che giace con il suo immenso peso ottuso, urta cercando una risposta che dovrà pur venire da quel lento impasto di sonni e sogni interrotti. Ecco che la pesante mano assonnata si alza e ricade tra le orecchie morbide che impavide attendono l’urto della carezza, le quattro zampe ferme in attesa, il cuore ardimentoso che batte lieve sotto la bella pelliccia, lì dove la macchia è più bianca. La gola si tende, l’occhio si chiude, fessura attenta e insieme abbandonata. Qui, qui, qui occorre una vitale, intensa, deliziosa grattatina umana. Il ronfio sfiora ora lo spasimo, l’estasi, la rottura, la stanza risuona, i ragni si ritirano e acciambellano le molteplici zampe nella profondità della tana, le mille orecchie tese a cogliere il sovrumano suono che tutto fa vibrare. Ma adesso, adesso ti faccio vedere io, compassionevole lecco ruvidamente, con questo calore umido che ti dispenso, questo braccio penosamente nudo, lo curo della sua glabra povertà. Ancora, ancora, finché non sarà tutto guarito e consolato, in ogni piega. Sì, accetto questo abbraccio, questo laccio che so lasco, che mi lascerà se voglio, e quindi posso stare, sostare, forse mi posso perfino accucciare, qui, distendere tranquilla vicino a questi corpi stupidi e amati che rotolano e schiacciano, per una volta contigua, lasciato il tranquillo posto sul fondo del letto dal quale il salto è così facile e rapido. E poi di punto in bianco, senza esitazioni, senza addii, ecco che con una piroetta decisa mi volto e balzo di colpo a terra, e corro verso l’alba che verrà tra qualche ora, pregustando un lungo tempo di caccia e gioco con tutte le creature notturne.

12 commenti:

marzia ha detto...

una grattatina ed un saluto da parte dei miei gatti!
miao

Anonimo ha detto...

succede mai che alle 5 del mattino, dopo una serie di leccatine e ronfatine, si cominci a miagolare disperati e se non si ottiene udienza si tirino graffi alla poltrona così che l'umana si alzi disperata e acconsenta finalmente atutte le mie richieste di cibo e prima uscita per bisogni fisiologici? tutte le mattine mi devo esibire in una replica di questa semitragedia greca per loro uso e divertimento. che sfinimento!

twostella il giardino dei ciliegi ha detto...

Mi sono sciolta sulla sedia ... :-) Buon WE

Duck ha detto...

oppure ci si pianta davanti alla porta del corridoio, dietro la quale, si sa, dormono gli umani, e ci si abbandona a gemiti e lamenti da spaccare il cuore, cercando con le zampe di aprire la porta, gettandocisi contro con tutto il proprio peso, esibendosi (ma ammirati da chi?) in ginnici salti nel tentativo di aprire la maniglia, fino a quando lei, impietosita o irritata (dipende dai giorni) esce fuori e si china per una carezza, o brandisce a mo' di minaccia un quotidiano arrotolato... allora si scappa in salone, tra il divano e la libreria ma dopo qualche secondo si esce dal nascondiglio e si ricomincia tutto da capo. poco dopo l'alba ci si annoia parecchio.

Daphne ha detto...

Mi piacciono sempre la poeticità delle tue foto e dei racconti che ci regali.
...e anche in un breve commento, come quello che hai lasciato a me, riesci a evocare immagini curiose ricche di sfumature.
Buona giornata :)

Grazia ha detto...

la bellezza misteriosa di un gatto addormentato accanto!..
come sei brava a descrivere...

baci

Mariluna ha detto...

io, invece alle cinque del mattino...ops..;salto sul grande letto, devo svegliarne almeno uno, cerco prima un piede enorme che esce dalle lenzuala e...miro e salto sopra e con zampe e denti solletico...il piede si sposta, si copre...poi cerco l'altro che coperto vedo lo stesso, forma una duna e;..ops, salto sopre e poi comincia a saltare di qua e di là...uffa..che fatica: " buongiorno"....finalmente l'hanno capito che ho fame!

Baci alla gattina!!!

Artemisia Comina ha detto...

marzia, di questi gatti ci devi dire un po' di più. intanto, un plurale..

Artemisia Comina ha detto...

cara anonimo, la scena delle 5 qui si produce alle 6 e mezza ed è successiva a qulla di cui parlo, che si verifica dalle due alle tre ore prima :)

Artemisia Comina ha detto...

two, come va?

Artemisia Comina ha detto...

duck, mariluna (a proposito, bentornata, ho visto da te un fomaggio molle con miele che mi deduce molto assai) come dicevo, questa è un'incursione notturna, sono forse le tre. la scena mattutina si svolge sul versante maschile del letto, con laceranti squarci al materasso, cosa da far rinvenire un morto. che infatti rinviene, e va in cucina, ma mica perché quella non ha cibo, è una questione di compagnia.

Artemisia Comina ha detto...

daphne e grazia, grazie :)))

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