martedì 26 febbraio 2013

Febbraio. La cena dell'abbondanza napoletana


Febbraio 2013. La cena dell’abbondanza napoletana. Un piccolo incontro AAA, così, quasi di punto in bianco, poiché ci sono Isolina e Amedeo ospiti a Roma. Artemisia si impegnò per: un Timballo di maccheroni con ragù speziato, polpettine di fegato, ziti spezzati (tre dita più basso di quello della ricetta); una Parigina appena scoperta come classico della rosticceria napoletana: base di pizza, coperchio di pasta sfoglia, farcia di pomodoro - prosciutto - mozzarella; una Sfogliatella gigante. Alfredo l'incallito napoletano arrivò con 'O pere e 'o musso che era andato immantinenete a comperare a Napoli e una Zuppa di soffritto che ci aveva già fatto mangiare ma che non mi ero accorta di quanto sia stupendamente buona, poichè quella volta ci ero arrivata sbaragliata dai precedenti piatti, e dei Fegatelli avvolti nella rete; Ida si produsse in perfette Sfogliatelle frolle ottenute dopo studio attento di ogni fonte. Polsonetta e Cornucopio giunsero con Lenticchie, scarola, polipetto come a Ventotene; Antonella da Furore aveva inviato un Casone allo zafferano che troneggiava su molti formaggi tra cui due toscani - due Pecorini di cui uno al tartufo - che testimoniavano della presenza di Isolina e Amedeo e del loro arrivo pieno di doni; si aggiunsero Formaggi francesi cui Nunchesto non aveva resisito. Una Focaccia alle erbe fu fatta lì per lì poichè si teme manchi qualcosa. Isa e Amedeo offerivano anche una gigantesca Ricotta accompagnata da una Composta di mosto; Amedeo in visita mattutina al mercato Esquilino aveva individuato saporitissime Olive; Pomaurea si era occupata di un'Insalata indispensabile. Nell'allestire la tavola si cercò qualcosa di barocco, si optò per ricami e tovaglia. Polsonetta e Cornucopio arriveranno un po' dopo, ci si trattiene ma non abbastanza, la mano corre alle olive,  a 'o pede e 'o musso su cui va messo sale grossetto - un sorprendente iraniano viola - e uno spruzzo di limone, la ricotta cede i suoi bastioni. Il timballo resite, la residua decenza ci tiene e almeno quello attese anche gli ultimi ospiti giunti con in regalo ombrelli da tempesta. Siamo stati a Venezia insieme in un giorno in cui le calli erano piene di ombrelli morti e anche i nostri erano stati rivoltati come calzini: ci attrezzano per il futuro; questi, olandesi dalla bizzarra forma, reggono venti furiossissimi. Nunchesto ci mise il vino; fummo conviviali ma non temerari: si arrivò fino in fondo godendo la tavola ma salvando la pelle.


 
Lenticchie, scarola, polipetto come a Ventotene;  

Timballo di maccheroni con ragù speziato, polpettine di fegato, ziti spezzati;  

Parigina

'O pere e 'o musso

Zuppa di soffritto

Fegatelli avvolti nella rete

Casone allo zafferano da Furore; 
  
Pecorini due, di cui uno al tartufo, una gigantesca Ricotta, Composta di mosto e olive

Formaggi francesi

Insalata 

Sfogliatella gigante

Sfogliatelle frolle




6 commenti:

colombina ha detto...

mamma mia che tripudio! Una delizia

isolina ha detto...

immagini che conservo nel mio gruzzolo di ricordi consolatori. In questo momento molto, molto preziosi

Anonimo ha detto...

Artemisia. oggi sono senza parole, anzi da ieri sera. ma ho tantissimo acquolina e tanta riconoscenza per la tua (vostra) arte!
Alessandra G.

neve di marzo ha detto...

Mamma mia che tavola ricca di cose meravigliose ed immagino gustose!

giulia pignatelli ha detto...

Mi piace vedere l'insieme dopo che ci hai torturati con gli assoli... :)

Anonimo ha detto...

Deliziata dai contenuti e dai contenitori
che splendide ceramiche!
la caraffa con il pappagallo è
favolosa
l'insieme è un tripudio per gli occhi
prima che per la gola

complimenti
marzia

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