martedì 16 settembre 2014

Podere Alberese, B&B presso Sinalunga; la bella Toscana.






La Toscana è bella per qualche miracoloso motivo, che non basta solo clima paesaggio e storia, ci vuole anche un argine, che qui pare ancora ci sia, alla furia devastatrice che altrove, prospera, digrigna i denti masticando le poche cose che restano; e allora godiamocela finché dura, come se la gode la famiglia di Modena che lasciati altri affari ha restaurato un piccolo borgo e ne ha fatta un'azienda agricola, soprattutto produttrice di vino, che offre anche un B&B accurato. Aggiungo che una giovane figlia s'è fatta enologa con acconci studi, e un'altra càpita che abbia sposato un agronomo (fosse che la famiglia torna a produrre, invece di essere il malaugurato rifugio del privato contro il mondo, spesso nido di vipere?).

La signora, che abbiamo capito che per nulla al mondo tornerebbe alle delizie della città, ci andava proponendo gitarelle nei panoramici medioevali borghi accanto, specie in quelli che si raggiungono per strade sterrate (le mie preferite) dove se incontri una pecora devi andare con le ruote sull'erba per farla passare. E poi suggerimenti su suggerimenti su dove andare a cercare il tal pecorino (tre ottimi offerti a colazione), la tal mozzarella di bufala dei napoletani emigrati, o il tal ristorante, o la tale osteria. Intanto mangiavo salame di cinta, bruschetta con il pomodoro, caffellatte, e perfino uova strapazzate, con consolazione della dama, che in genere "gli italiani" vogliono solo dolci, diceva.


Podere Alberese.


lunedì 15 settembre 2014

Tre dame, un cavaliere e una cena superleggera.




Di Isolina

Mi sono detta che si poteva fare, dieta quasi rigorosa anzi, senza quasi, per una cena risultata gradevolissima.

Intanto il cavaliere, invece delle solite goduriose tartine, ha prodotto solo acalorici o quasi bocconcini, e un aperitivo "finto" (ovvero vino 1/2 bicchiere di vino rosé, qualche goccia di lemon bitter e acqua di selz, proprio dal sifone, per bellezza).

Quindi minestrina che fu molto lodata benchè assolutamente priva di grassi. Dunque, quattro piccole patate, diversi pomodori rossi e gialli, due costole di sedano, una generosa dose di dragoncello fresco e abbondante lemon  grass. Acqua quanto basta e fatto bollire fino a disfacimento delle patate. Tolto il sedano e le foglie più toste della lemon grass, frullato finemente. Per decoro un petalo di rosa e un filo d'erba che fu debitamente succhiato. Delicata come una nuvola e meravigliosamente aromatica.

A seguire bocconcini di pollo stile teryaki. Ho messo a marinare i bocconcini di pollo in salsa di soya e mirin. Poi padella antiaderente con una spenellata d'olio d'oliva con dentro il pollo asciugato dalla marinata; ho fatto andare a fiamma viva, quindi ho aggiunto la marinata.

Per contorno fagiolini dall'occhio in erba alla rigomagnese (ricetta apparsa), ma orfani di qualsiasi condimento.



Unico sgarro un crumble di fichi (faticosamente ragranellati dopo le piogge che li hanno decimati). Fichi spellati e spezzati con le mani coperti da un crumble fatto con fiocchi d'avena, poca farina di grano duro ( una tazza scarsa di fiocchi, completata con la  farina), nocciole tritate, burro (più scarso del solito, ma alla fine andava benissimo) e zucchero bruno, poco trattandosi di dolci fichi. Crosticina meravigliosa.

Pasta con le sarde senza frittura



Da Artemisia

Per due.


400g di sarde pulite, messe in padella con abbondante olio e.v. d'oliva, finocchiella sbollentata e tritata, uvetta di corinto, pinoli, un pizzico di zafferano.

Appena le sarde sono cotte, ovvero dopo cinque minuti (e comunque quando cambiano colore), il sugo è pronto.

Condirci la pasta - cotta nell'acqua salata dove è stata fatta sbollentare la finocchiella - e spolverare con pane grattugiato tostato in padella secca.

Ho fatto con le sarde una ricetta proposta con le triglie da Profumi di Sicilia, Giuseppe Di Coria. 






domenica 14 settembre 2014

Venezia. Braccio armato.





Alle spalle della chiesa di San Giovanni Nuovo. Magnifico; intatto: ottocentesco? Mano artigliata che stringe drago fiammeggiante.




sabato 13 settembre 2014

Venezia; testa in Campo San Giovanni Nuovo.




Due cose certe: è una pietra erratica - sembra avere l'rriverenza romanica -  e fa la linguaccia; il resto è mistero; cercherò sul libro sulle Pietre esterne che ho a Venezia, ma sopetto mi darà poca soddisfazione. Sul muro di una casa in campo San Giovanni Nuovo.



giovedì 11 settembre 2014

Venezia. Alba rossa



 Il faro di Murano è ancora acceso, il gabbiano guarda l'alba, a occidente non manca il rosa.





mercoledì 10 settembre 2014

Pasta con le triglie e la finocchiella, come in Sicilia


Da Artemisia da Profumi di Sicilia, Giuseppe Di Coria.

Per due.

400g di triglie pulite, messe in padella con abbondante olio e.v. d'oliva, finocchiella sbollentata e tritata, uvetta di corinto, pinoli, un pizzico di zafferano.

Appena le triglie sono cotte, ovvero dopo pochi minuti (e comunque quando cambiano colore), il sugo è pronto.

Condirci la pasta - cotta nell'acqua salata dove è stata fatta sbollentare la finocchiella - e spolverare con pane grattugiato tostato in padella secca.

martedì 9 settembre 2014

Piccola cena con le siciliane




Dopo aver molto pensato alla cucina siciliana, ho avuto la fortuna di avere a cena due dame siciliane; abbiamo proposto:

risotto allo champagne  (si fa come sempre a partire da un soffritto di olio d'oliva e scalogno, con un brodo leggero o anche, meglio, acqua e sale, e alla fine si mette un bicchiere di champagne. Poco parmigiano, abbastanza burro, pepe bianco; lo champagne dà molto sapore di per sé).

quiche con castelmagno e miele.

mozzarella di bufala affumicata - affettata - e pomodorini secchi sott'olio, insieme.

focaccia.

apricot amber.

lunedì 8 settembre 2014

Insalata di gamberetti, variante superdietetica.


 Di Isolina

Nonostante il pochissimo condimento, molto gradevolmente saporita.

I gamberetti, quelli piccolissimi detti garnalen su al nord, appena sbollentati e poi scolati e raffreddati.

Le zucchine tagliate in finissima julienne, un peperoncino verde anch'esso mandolinato, una manciata di giovanissima poca rucola selvatica. Pomodorini svuotati dei semi, alcuni quelli piccolissimi, interi.

In una ciotola ho spremuto un lime, ho aggiunto un cucchiaino scarso di curry, un pizzichino di macis, 2 cucchiai di olio d'oliva. Una breve mescolata e quindi ho aggiunto tutti gli altri ingredienti, una generosa dose di foglioline i basilico limone e ,ultimissimo,  fleur de sel.





I peperoni della signora Nadina, con pesto di capperi. Toscana


Da Artemisia

Da ragazzina avevo come vicina di casa un'anziana signora di Santa Fiora che emanava serena padronanza e garbato piacere di stare ai fornelli; non saprei proprio dire perché, mi feci dare delle ricette (nulla faceva pensare che le avrei mai cucinate; o forse sì, poiché il mio primo produrmi in cucina, adolescente, fu con un fagiano, ricetta sua).



Olio d'oliva e aglio in un tegame a stufare dolcemente.

Aggiungerre i peperoni tagliati a pezzi e far cuocere coperto.

Pesto: acciughe, capperi, prezzemolo.

Quando i peperoni sono cotti, aggiungere il pesto e dare una mescolata sul fuoco.

Buoni tanto caldi che freddi.

domenica 7 settembre 2014

Spritz




Abbiamo parlato di spritz, qui e qui, ma se si cerca una ricetta, non c'è; la metto.

Cos’è lo spritz? Una parte di vino bianco e una di acqua. Dicono che tutto parta dagli austriaci, che allungavano il vino locale. Poi sono iniziate le appropriazioni e le precisazioni da parte dei veneti. L’acqua è meglio che sia frizzante, o che sia uno spruzzo di seltz. Le versioni sono molto varie, e al vino e all’acqua si è aggiunto un amaro.

Nunchesto dice: una parte di vino bianco ottimo, e due di bitter Campari. Si può optare per il più lieve Aperol, o al contrario, per i più ‘mbriagoni, per il Fernet, ma questa è opzione rara. Queste alcune varianti; ma sappiate che si sperimenta assai. Infine uno spruzzo di seltz e buccia di limone.



Qui lo spritz ha accompagnato  in modo bizzarro uno spuntino fatto di ravioli del plin al tartufo e salame al barolo.

sabato 6 settembre 2014

Faraona con prugne fresche e cannella




Di Artemisia

Al mercato di Rialto trovo mezza faraona,  coscia e petto. Divido l’una dall’altro. Spiumare bene, poggiare su ogni pezzo due foglie di salvia, spolverare di cannella e noce moscata in polvere. Avviluppare con due fette di lardo sottili ogni pezzo. 

Poggiarli in una teglia che li contenga quasi senza altro spazio e farci su un giro d’olio d’oliva. Pepe nero appena macinato, poco sale (il lardo è salato). 

Spaccare a metà o in quarti, a seconda della grandezza, delle prugne fresche mature ma sode e denocciolarle; in una padella con appena un velo d’olio d’oliva farle cuocere finché morbide ma non disfatte, direi tendenzialmente rosolate. Condirle con un filo di miele. Tenerle da parte.

Mettere a cuocere la faraona in forno già caldo a 180/200°; dopo un’ora, aggiungere torno torno le prugne, far cuocere ancora mezz’ora. 

Servire con un pilav curcuma-anice stellato.

Per l'occasione Nunchesto stappò un Amarone Masi 2008.


venerdì 5 settembre 2014

Venezia. Spuntini in casa




Il mercato di Rialto è fantastico, è un battito di cuore accelerato, è il dentro di un fiore, è un organetto che suona la giga, ci starei ore (ci sto ore).

Ma anche qua e là, banchi, negozietti, viva Cannaregio, si torna a casa con una spesa seducente, e subito le ciotole piene, la focaccia tagliata, ci si fa uno spuntino. Capesante, pomodori cuore di bue, fiori. Oppure polenta, bacalà mantecato, casatella. Soppressa. Champagne.






Venezia. Osteria alla Ciurma



Cicchetteria, osteria, wine bar! Così si definisce, dimentica del tutto del glorioso nome di bacaro... Eppure che dà? Ombre e cicchetti, ovvio (tie').

PS: cicchetteria, devi mori'.
PPS: nuova, da provare (noi il 31 dicembre scorso), vicino Rialto.





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