lunedì 30 marzo 2015

Marzo. Spuntino con crema di verza e polpettone in crosta, baciati dalla luce del giorno.


Un piccolo pranzo domenicale: la luce di primavera lo illumina in un modo che mi seduce (e pensare che sono così restia ad abbandonare l'inverno...); tutti i colori brillano, e mi incanto con le immagini.

Crema di verza e gorgonzola, ma con un ciuffo di menta appena ricresciuta, nuova di zecca, sul terrazzo, frullata dentro.

Da bere c'era un Amarone Pietro Zanoni di cui ho assaggiato un piccolo sorso.


Polpettone in crosta di sfoglia, ma dentro carciofi e piselli.

Per un polpettone non identico ma analogo, ecco questo, con carciofi e asparagi.







domenica 29 marzo 2015

Vellutata di verza con gorgonzola e menta.


Di Artemisia 

Per tre.


Mezza verza (tendente al piccolo) a cuocere con una patata a dadini e uno scalogno affettato; sale; poca acqua; appena la verdura è tenera, frullare finemente (io uso il bimby, eccezionale blender, dove la crema cuoce, sospendo, aggiungo, frullo, riprendo la cottura; in mancanza, minipimer).

Aggiungere 50g di gorgonzola dolce a dadini, 50 di caciocavallo grattugiato; far sciogliere (avverrà immantinente), frullare; aggiungere un vasetto di yogurt greco, una bella manciata polputa di foglie fresche di menta, frullare ancora finemente, far cuocere qualche minuto riportando a calore alto la vellutata.

Ciotole, e una cima di foglioline di menta in ogni ciotola (sul terrazzo urge primavera e verdeggiano le aromatiche).




sabato 28 marzo 2015

Dolce di mele di una volta, Danimarca: gammeldgas aeblekage


Da Isolina

La traduzione è più o meno così. Le mie amiche danesi assicurano che questo è il più amato e diffuso dessert ad apparire sulle mense del loro paese. Certo che MarieLouise potendo scegliere tra le ben 15 varietà di mele del suo frutteto, avrà delle mele straordinarie. Però qualche mela decente si trova anche dalle nostre parti, no? Al ritorno dal nostro viaggio, le vichinghe ci hanno rifocillato con una tipica cena danese: de kolde bord e appunto il dolce di mele. Il kolde bord è semplicemente una tavola carica di svariate cose, tutte fredde, che poi ognuno sceglie a piacimento e combina nei modi che preferisce. Devono esserci almeno 5 elementi, ma in genere  ce ne sono di più. E deve apparire pesce, carne, verdura, paté, cose dolci e salate, ecc. E naturalmente il dolce. Questo, fatto da Marianne, risultò buonissimo. Semplicissimo e geniale.

Mele tagliate a tocchetti vengono messe in un tegame con un pizzichino di zucchero, un'idea di vaniglia, un goccio d'acqua e fatte cuocere fino a consistenza tenera ma non sfatta (c'è invece chi le riduce in purea).

In un tegamino si fa sciogliere un poco di burro, vi si aggiungono briciole di pane e di amaretti  e   si rimesta continuamente fino a farle un poco caramellare. Questa miscela varia da casa a casa, ma si può comperare anche già fatta, tanto è popolare.

Si monta quindi della panna, con poco zucchero a velo e un sentore di cannella.

Si procede al montaggio. Marianne ha messo tutto in una ciotola, ma si fa anche in bicchieri individuali. Per primo, uno straterello di briciole caramellate, poi le mele, poi panna, poi briciole poi mele, briciole e si finisce con la panna e una spruzzata di briciole.

Tramezzini all'arancia e tartufo.



Da Artemisia, così come furono ricostruiti (dove li avevo mangiati?) dopo più di un tentativo.

Pane a cassetta freschissimo, privato della crosta rifilandolo.

Mescolare del formaggio fresco (robiola, capra  molle etc.) con della pasta con tartufo bianco, in tale rapporto che l'aroma di quest'ultimo resti ben netto; spalmare sulla prima fetta di pane (4mm di spessore), salare, pepare con pepe nero di mulinello. Alternativa: solo pasta al tartufo, senza formaggio.

Sovrapporvi un'altra fetta.

Stendere di nuovo il formaggio tartufato sulla seconda fetta (1mm di spessore), quindi delle fettine di arancia tagliate sottilissime (mi trovo bene con il coltello elettrico quando hanno ancora la buccia, poi rifilata con le forbici) e sciugate prima sulla carta da cucina.

Tagliare la pila di fette farcite in foggia di piccoli tramezzini rettangolari, (due cm per quattro) sempre con il coltello elettrico, che permetterà di ghigliottinarle nettamente.

venerdì 27 marzo 2015

Pizza di scarola e baccalà



Artemisia da  Vittorio Gleyses, A Napoli si mangia così, La botteguccia, 1990.

Fare la pasta 

Due scarole, tenere; se si tengono qualche giorno, pare che diventino più bianche e delicate. La scarola sbollentata e strizzata va ripassata leggermente con  due spicchi d'aglio e poi vanno aggiunte tre cucchiaiate di capperi dissalati, una manciata di olive nere, tre cucchiaiate di uva passa, tre di pinoli, 25g di acciughe dissalate.

Si aggiungono  500g di baccalà lessato e sfilettato.

Foderare una teglia con 2/3 della pasta. Riempire con il ripieno. Coprire con la pasta che resta, chiudere bene, bucherellare la superficie con i rebbi di una forchetta.

50' nel forno a calore intenso.


Note: la ricetta prevede la pasta di pane alla quale si aggiunge un po' d'olio d'oliva e sugna lavorando 5', stesa in una teglia unta con la sugna.  Ma si potrebbe usare anche questa: la pasta sfogliata napoletana.

giovedì 26 marzo 2015

Torta mumble mumble. Mele, pistacchi, crema di nocciole e cioccolato.






Di Artemisia

Riflettevo, mumble mumble, su questi avanzi: 140g di pasta di pistacchi; 150g di crema di nocciole e cioccolato, artigianale; un purè di mele (tre mele sbucciate, a pezzetti, cotte senza acqua fino a ridurle in crema). 


Al purè di mele ho aggiunto due rossi d'uovo, un cucchiaio di zucchero moscovado ottimo e la crema di nocciole, battendo con le fruste elettriche.

Alla pasta di pistacchi ho aggiunto tre bianchi battendoli insieme a quella, poi ho aggiunto 100g di granella di pistacchi di Bronte e due cucchiai di cassonade scura mescolando con una spatola; ho ottenuto una crema.

Ho steso questa frolla: 200g farina, 100g burro, 50g zucchero,
su un pezzo di carta da forno. Ho trasferito su una teglia da forno.

Ho poggiato sulla frolla una fascia di acciaio di  20cm di diametro, bordi bassi, tagliando la pasta; poi ho rivestito i bordi con i ritagli. 

Ho versato nel guscio la crema di mele, sopra vi ho sfiocchettato la crema di pistacchi, qua e là, tirandola con i rebbi di una forchetta perchè si distribuisse (tende ad affondare, è più pesante della crema di mele). 

Ho fatto un giro di fioristelle con la pasta avanzata. 

Forno a 170° per 30' circa. 



Appena uscita dal forno c'era il rischio fratture nell'uscita dalla fascia per il ripieno alquanto prodigo e gonfio; ho passato una sottile lama torno torno, rincalzando con molta delicatezza certe esuberanze, prima che raffreddasse. L'ho poi sgusciata da fredda. 

La crema di pistacchi si potrebbe mettere sul fondo, visto che senza dubbio alcuno è più consistente del puré di mele, ma anche così si può fare. Non mi dispiace la sua macchia rugosa in superficie. A metà cottura ho coperto con una lamina di carta alluminio per evitare che brunisse troppo.

L'uso del purè di mele, del bianco d'uovo, di questa frolla molto friabile la rende lieve. Buona e diversa, mi parve. 






mercoledì 25 marzo 2015

Coda di rospo di Le Guilvinec, Bretagna. Filet of monkfish.


 
Di Isolina

Davvero era così fresca, dalla barca alla pescheria, che scodinzolava. Inoltre le locali botteghe ti rendono tutto più facile pulendo e preparando il pesce alla perfezione, pronto a cadere in tegame.

Dunque, il filetto di coda di rospo tagliato a pezzotti e infarinato l'ho messo a rosolare in burro demi sel e aglio selvatico trovato nei campi (non so invero se fosse ursino) e sminuzzato. Appena dorato da tutte le parti l'ho prelevato e messo da parte.

Nello stesso wok ho aggiunto un poco di burro, una mezza cipolla molto finemente affettata e ho fatto sudare, evitando che prendesse colore. Poi ho bagnato con un bicchierino scarso di pastis (non meravigliatevi troppo, già fatta congiuzione con pesce) e ho fatto sfumare.

A questo punto ho aggiunto dei pomodori pelati, una bella macinata di pepe e ho fatto cuocere lentamente per una ventina di minuti in modo da avere una salsa bella densa.

Ho rimesso la coda di rospo nel tegame, ho fatto andare per alcuni minuti e ho aggiunto una cucchiaiata di crème fraîche per rendere la salsa setosa.


Traduzione in inglese (only for friends)
Filet of monkfish
a filet of monkfish, well cleaned and cut into chunks. Dust them with flour. Melt butter  (or oil!)in a wok or pan that can contain them in one layer, add  chopped wild garlic and cook till slightly browned and crispy.  With slotted spoon  remove from pan and set aside.
Add a little butter (or oil) to the pan and a thinly sliced half onion. Let it cook gently for a few minutes till translucent. Add abt.4 tablespoon pastis (this gives a definite taste, but… dry vermouth or another alcohol will do) and deglaze. Add pealed tomatoes, give a good sprinkling of black pepper, add salt and let it cook for about 20 minutus till the sauce has reduced.
At this point add the fish, stir well and add a tablespoon of sour cream to make your sauce as smooth as silk...

Terrina di tonno all'aioli




Artemisia fa una ricetta da Patés, tourtes, terrines, Christian Delu, Solar 1982


Sgocciolare 600g di tonno al naturale e frantumarlo con la forchetta; aggiungere 80g di farina e mescolare bene.

Aggiungere 8 uova e 100g di panna fresca. Mescolare bene. Salare e pepare.

Mettere in uno stampo rettangolare ben imburrato.

Cuocere in forno per un'h a 150°.

Far raffreddare, sformare e conservare al fresco.

Aioli: schiacciare 6 spicchi d'aglio. Aggiungere 2 tuorli e montare come una maionese con 1/4 di litro d'olio d'oliva ev. Salare e pepare.

martedì 24 marzo 2015

Torta di pane e spinaci alla St. Guénolé. Bread and spinach casserole.


 Di Isolina dalla Bretagna.

Per il pane, che deve essere almeno un po' raffermo, ho usato della baguette, che a St. Guénolé era veramente splendida. Tre boulangerie, una meglio dell'altra. Quindi un pane non morbido, stile campagna. Tagliato a fette abbastanza spesse, tipo 2 cm, e messo brevemente in ammollo nel latte.

In un wok ho fatto andare dolcemente delle cipolle affettate sottilmente in burro (qui sarebbe stato un vero peccato non darsi al burro), un cucchiaioni di curry, pepe nero. Cottura calma fino a completo intenerimento delle cipolle.
Ho tolto le cipolle dal wok, ho aggiunto un nonnulla di burro e buttato dentro dei giovani spinaci. Cuocio velocemente.
Ho affettato abbastanza sottilmente del formaggio semi-stagionato, nel caso Morbier e Beaufort ma, ovviamente, è sostituibile con altri formaggi.
Ho imburrato generosamente un tegame da forno. Prelevate le fette ammollate di pane, le ho strizzate leggermente e accomodate ben fitte nel tegame. Sopra ho stenso le cipolle, quindi uno strato di formaggio. Ho pressato leggermente e steso anche gli spinaci. Sopra questi un altro strato di formaggio e infine uno di pane.
In una ciotola ho recuperato il latte dell'ammollo e vi ho sbattuto due uova con una cucchiaiata di parmigiano grattato, sale e un briciolo di curry.
Ho versato il tutto nel tegame e ho pressato per far ben compattare. Fiocchetti di burro e in forno per circa 30 minuti a 180°, poi 10 minuti a 200° con forno ventilato e calore dall'alto.

Qui ognuno deve fare i conti con il proprio forno. Insomma, crosticina.

English translation (only for friends)
Bread and spinach casserole.
Day old crusty bread cut into 1/2 inth slices. Soak in milk.
Thinly slice semi-hard chesse, like a good Vermont cheddar and reserve.
Thinly slice one biggish onion and sweat it in butter (YES PLEASE, butter is not evil, depends on quality and quantity!!) till very tender.
With a slotted spoon transfer onions to a dish and reserve. 
Add a very little butter to the wok and toss in the spinaches. Cook quickly for a few minutes, till they wilt. Reserve.
Butter an overproof dish. Gently squeeze the bread and arrange it in the dish, packing tightly. Reserve the milk.
Over this, layer the onions, then half the cheese, then the spinaches and another layer of cheese. 
Finish with a layer of bread and press.
In a bowl mix the milk with two eggs, one heaped tablespoon of grated parmesan, a pinch of curry, dash of pepper and salt. Pour over the casserole, press with a spatula, add a few dots of butter and place in a 360 F oven for about 30 minutes, than increase oven temperature to 400 (heat from top) and bake for additional 10 minutes or till you see a nice brown crust has formed.

Blanquette de veau étuvée champignons-pamplemousse, oignons grelots et gingembre frais. Pierre Gagnaire


Da Artemisia, che amante del mijoter, ne infila una ricetta dopo l'altra. Questa è la seconda balnquette de veau di AAA (qui la prima) ma l'ennesima di "questo tipo"; sono stata attratta dalla firma di Gagnaire, e dal pompelmo rosa.

Per quattro, dice lui; ma si tratterebbe di due Gargantua e due Pantagruel. 


Cuocere la carne: in una casseruola capiente: 400g di stinco di vitello senza osso, 400g di petto di vitello pure senza osso, una carota in pezzi, una cipolla bianca tagliata in due, due chiodi di garofano infilati nelle due metà cipolla, la parte bianca di un porro tagliata a pezzi, e un bouquet garni (alloro, rosmarino, prezzemolo legati). 1,5l di acqua, sale grosso; portare a ebollizione, schiumare. Ridurre il fuoco, aggiungere 40g di zenzero fresco tagliato in dadolata, far cuocere per un'ora (dice lui, che usa bambini; io ho cotto per almeno il doppio del tempo) . Alla fine la carne deve essere tenerissima, e cedere subito al tocco. 

Preparare e mettere da parte:
- un roux: fondere 30g di burro in un pentolino, aggiungere 30g di farina, cuocere 5m a fuoco basso mescolando. Far raffreddare.
- i funghi: cuocere 120g di champignon (P.G. vorrebbe il tipo boutons, ovvero quelli piccoli piccoli, che non hanno bisogno di essere tagliati; li ho sostituiti con i chiodini ) con 30g di burro, coperti, con uno spruzzo di succo di limone, un po' d'acqua, sale.
- le cipolline: 120g di cipolline (P.G. vorrebbe le oignons grelots e mi sarebbero piaciute assai, ho sotituto con volgari cipolline) distese in una padella senza sovrapposizioni, con 20g di burro, sale, un pizzico di zucchero, coperte a filo d'acqua, e coperte da un disco di carta da forno a misura, che le tocchi. Far cuocere a fuoco dolce fino a completa evaporazione dei liquidi.
- il pompelmo rosa: due pompelmi pelati al vivo e conservandone il succo, in padella con 5cl di miele di castagno, fino a quando i liquidi non sono quasi asciutti; aggiungere un pizzico di curry, cuocere ancora 3'.

Unire cipolline, funghi, pompelmo e tenere al caldo.

Concludere il piatto. Separare la carne dagli odori e metterla da parte, passare il brodo allo chinois. Ripulire la pentola con un pezzo di carta da forno, rimettervi il brodo filtrato, farlo ridurre fino a 50cl, addensarlo aggiungendo il roux (prima scioglietelo nel pentolino dove è stato fatto, aggiungendo gocce di brodo, quando sarà del tutto diluito versatelo), battere con la frusta e così facendo aggiungere 120g di crème fraîche (portata prima a bollore in un pentolino; io panna fresca), lasciar sobollire piano per 10'. Aggiungere la carne, il mix di funghi, pompelmo, cipolline, far sobollire ancora qualche minuto. Controllare sale e pepe.

Subito prima di servire mettere nel piatto di portata riscaldato, e spargervi su sia una dadolata minuta di 80g di mela verde (a cui non avrete tolto la buccia, bagnata di limone perché non annerisca e ben scolata), che 40g di dadolata minuta di zenzero fresco.


Note: ci sta molto bene un riso pilaf semplicissimo, solo olio d'oliva, riso, acqua.  Ho preparato il piatto in due tappe; il giorno prima ho cotto e messo da parte pompelmo-funghi-cipolline in una teglia di coccio, carne scolata in un'altra, brodo ristetto (in tegame basso e largo) in un contenitore, per assemblare il giorno dopo. Il giorno dopo ho fatto il roux, ho scaldato il brodo, ho unito roux e brodo, e poi la panna fresca; i vegetali e la carne prima di schiaffarceli dentro li ho scaldati per pochi minuti nel micoronde. Ho scaldato il piatto di portata e gli altri nel forno, avendolo acceso 150', e spento appena si è alzata la temperatura. Ho fatto la dadolata minutissima di zenzero, cui ho lasciato la buccia, e una non minutissima di mela verde, che ho bagnato con succo di limone (però poi ho provato dolore nel vederla non perfetta di forma e piccolezza...). Il Nunche era entusiasta; io ero turbata dalla non adeguata dadolata della mela e forse da una certa invadenza del pompelmo (ma ho qualche resistenza all'aspro...); però la sera (l'abbiamo rimangiato), a piatto riscaldato, l'aspro si sentiva meno, anzi per niente... ne deduco che il piatto deve riposare.


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La fonte: selection

Marché pour 4 personnes : 400 g de jarret de veau sans os, 400 g de poitrine de veau sans os, 1 carotte coupée en tronçons, 1 oignon blanc coupé en deux piqué de 1 clou de girofle, 1 blanc de poireau taillé en tronçons, 1 petit bouquet garni, 1,5 l d’eau de source, 30 g de farine, 80 g de beurre, 120 g de champignons de Paris boutons prêts à cuire, 120 g d’oignons grelots, 2 pamplemousses roses (dont on aura récupéré les segments et le jus), 5 cl de miel de châtaignier, 120 g de crème fraîche, 80 g de gingembre frais taillé en fine brunoise, 80 g de pomme verte taillée en fine brunoise. Jus de citron, 1 pincée de sucre, 1 pincée de curry, Sel fin, Gros sel, Poivre blanc du moulin.

 Faites cuire la viande. Mettez la viande découpée en morceaux de 40 g, les carottes, le poireau, les deux moitiés d’oignon blanc piqué et le bouquet garni dans une grande casserole. Mouillez avec l’eau de source, salez légèrement au gros sel, portez à ébullition, écumez. Réduisez la chaleur, ajoutez la moitié du gingembre frais, laissez cuire pendant 1 h environ. Vérifiez la cuisson, la viande doit être moelleuse, sans résistance.

 Pendant cette cuisson, préparez : 

- le roux. Faites chauffer 30 g de beurre dans une petite casserole, ajoutez la farine, laissez cuire 5 min à feu doux, en remuant au fouet. Réservez et laissez refroidir ;

- les champignons. Faites cuire les champignons à couvert avec 30 g de beurre, un trait de jus de citron, un peu d’eau et du sel. Réservez ;

- les oignons grelots. Répartissez les oignons sur une seule épaisseur dans une sauteuse, ajoutez 20 g de beurre, le sucre, salez, mouillez à hauteur d’eau, couvrez au contact d’un papier cuisson et laissez cuire doucement jusqu’à évaporation complète du liquide. Réservez ;

- le pamplemousse. Mettez à cuire dans une poêle le jus et les segments de pamplemousse avec le miel. Faites réduire presque 
à sec, ajoutez le curry et laissez cuire encore 3 min.
Mélangez tous les éléments précités, réservez au chaud.

Terminez la blanquette. Égouttez et séparez la viande des légumes. Passez le bouillon de cuisson au chinois. Faites réduire celui-ci à 50 cl, liez en ajoutant petit à petit le roux froid, en remuant au fouet, ajoutez la crème bouillante, laissez mijoter 10 min environ. Ajoutez la viande cuite, les champignons, les oignons grelots, puis laissez mijoter encore quelques minutes, rectifiez l’assaisonnement.

Dressez en cocotte, déposez le mélange de légumes et répartissez dessus la brunoise de pomme verte. Ajoutez le gingembre frais juste avant de servir.

lunedì 23 marzo 2015

Febbraio. La cena dello strudel di verza e patate.


Ritrovo una cena di tempo fa, e di febbraio.  Di cui non avevo mai pubblicato il menu; la annovero tra gli spuntini, vista la semplice architettura, anche se essendo in tre avevamo di che nutrirci assai.

Strudel di verza e patate con crema di cavolfiore

terrina di fagioli cannellini e salsiccia

Torta fondente mandorle e cioccolato, con fluida marmellata di fichi d'india e panna montata.





venerdì 20 marzo 2015

Coppette con yogurt al cioccolato bianco.




Di Artemisia. Del tipo nun me va di fatica'.

Con questa crema al cioccolato bianco e yogurt.



Piccoli bicchieri: uno strato sottile di una magnifica confettura ai mirtilli neri (Gilli, poco zucchero, con i frutti ancora percepibili, un cm), poi tre cm di crema, poi un paio di ciuffi di panna montata,  poi una cialda al cioccolato.

Nota: avevo cialde ottime, non so più provenienti da dove; se volete farvi una cialda, fate questa, per esempio.  I bicchieri con la crema sono stati tenuti in frigo fino al momento in cui ci ho spruzzato su la panna con il sifone e infilato la cialda, per portarli in tavola.

giovedì 19 marzo 2015

Grillade des mariniers di Bocuse. Manzo stracotto nel vino rosso, come a Lyon.




da Artemisia

Far tagliare un pezzo di spalla di manzo (tipo paleron per Bocuse) di 1,200kg a fette molto sottili.

Affettare finemente 1kg di cipolle dorate.

Versare un bicchiere di olio d'oliva sul fondo di una pentola da lunghe cotture.

 Fare uno strato di cipolle, uno di carne e così via, finendo con le cipolle.

Di quando in quando sale e pepe nero macinato di fresco (B. non lo dice, non arriva a immaginarsi che lo potreste usare già macinato). 

Versare sul tutto un bicchiere di ottimo aceto di vino invecchiato, quindi mezzo litro di un vino rosso ottimo; PB usa un Côtes du Rhône, io un Valpolicella superiore di 14 gradi e mezzo, di Pietro Zanoni, Quinzano, Verona. 


Coprire e cuocere a fuoco dolce per 3h almeno; può cuocere di più (non è rilevante, dice B.).

Ricetta da qui.

Accompagnata da puré di patate.
 
Ho aggiunto dei crostini di pane casereccio (un ottimo palatone napoletano) tostati, con su altrettanto ottimo burro francese lavorato con prezzemolo triturato e filetti di acciughe sott'olio ridotti in pasta. E una ciotolina di cetrolini sott'aceto.
 
Queste aggiunte sono giustificate dal gusto che portano e dal fatto che la grillade spesso prevede questi sapori, nel medesimo pot della carne: per esempio, alla fine viene innaffiata da burro fuso con prezzemolo e acciughe; oppure, le acciughe e i cetriolini ci vanno dentro, a cuocere insieme alla carne (vedi la versione dei Freres Troigros, su AAA da anni, forse anche più buona.).


Vedere l'intero sito Cuisine des Gones (siamo dalle parti della celeberrima, gastronomicamente parlando, Lyon). Il gone è il ragazzaccio di strada, la cucina quella dei buchon, trattorie dove si mangiano piati abbondanti e si beve beaujolais.

Sullo stesso sito ritrovo la grillade, alquanto diversa, dei Troigros.

mercoledì 18 marzo 2015

Brodo non ortodosso per i tortellini, con l'agnello.





Da Artemisia

Avuti in regalo dei perfetti tortellini ombelico-di-Venere di Atti &Figli, casa fondata nel 1880, Bologna, feci un brodo non ortodosso, ma soave come solo l'agnello può.

800g. di tortellini per sette.

Cotti nel seguente modo, indicato da Atti: si versano nel brodo pochi istanti prima che inizi a bollire, e si lasciano cuocere per circa 10', facendoli sobollire molto adagio. Dopo cotti, vanno fatti riposare qualche minuto. Giammai cotti in acqua.

Brodo: 500g di manzo, mezza gallina e polpute ossa di spalla di agnello, oltre ad odori vari (porro, sedano, carota, cipolla, chiodo di garofano, grani di pepe nero, sale) tre litri di acqua.

Cena dei tortellini.