venerdì 24 febbraio 2017

Febbraio. Preparando un giro in caicco estivo (timori e tremori).


Febbraio 2002. Preparando un giro in caicco estivo (timori e tremori). Due amiche e noi. Con la Turchia non si stava aprendo quel varco che ora si va facendo quasi vertiginoso, come se ci dovessimo salutare per rivederci chissà quando; piuttosto, da paese vago e altro diventava sempre più amico e vicino e parente e prossimo; ci stavamo tornando anno dopo anno, costeggiandolo e ritrovando in esso la nostra storia e i nostri miti. Apriamo carte geografiche e marine, parliamo del "nostro capitano" Mustafa, esperto e prudente sia col mare che con i viaggiatori, conoscendo di entrambi le bizze; compariamo i caicchi di cui si sta negli anni dotando, paziente imprenditore, di cui abbiamo ammirato il cantiere profumato di trucioli. La scelta della barca è facile, il caicco è la barca più confortevole del mondo, Mustafa e il suo equipaggio la più piacevole compagnia: basterà evitare la piccola con cui si è sempre a bagno; solo più avanti negli anni bisognerà evitare anche la grande, ultima nata, con cui si diventava mafiosi russi. Più complessa è la perigliosa scelta dei compagni di viaggio.  Menu: Crema di zucca al tartufo, Quiche con radicchio e gamberetti, Insalata di radicchio tardivo e uvetta di Smirne, Crostata di carote.

Crema di zucca al tartufo

 
Quiche radicchio e gamberetti 



Insalata di radicchio tardivo e uvetta di Smirne

Crostata di carote



giovedì 23 febbraio 2017

Arrosto di vitello all'ostrica





Da Isolina

Da dove verrà il bizzarro nome? E se è per questo, da dove esattamente viene la ricetta? A me venne dalla mia prima molto amata suocera: triestina gentile, andata a nozze con un ebreo la cui madre modenese visse tutta la vita da maritata a Roma. E' per questo che ho sempre pensato dovesse trattarsi di ricetta ebraica e, come al solito, passata da suocera a nuora. Una cosa deliziosamente semplice, sottilmente ma intensamente profumata, che mi conquistò molti molti anni fa e che per qualche strana ragione non ho fatto molto, ma mi prometto di rifare.

Un bel pezo di vitello,  compatto e ben legato, viene massaggiato con sale e pepe.

Poi viene messo in un tegame che lo contenga giusto giusto e viene irrorato di due cucchiai di olio di oliva e altrettanti di succo di limone.

Di mio, ho messo nel tegame anche un ramettino di rosmarino e uno di timo.

A questo punto si fodera il coperchio del tegame con carta da forno (anticamente carta oleata) e si mette sul fornello a fuoco minimissimo. Lo si dovrebbe lasciare indisturbato per un'ora, ma io ho sbirciato ogni tanto per controllare il sugo. Andò tutto bene e il sugo veramente buono come lo ricordavo (l'avanzo del sugo servì egregiamente a condire una ciotola di vermicelli di soia).

Il il vitello freddo, affettato sottile sottile, fu buonissimo.



martedì 21 febbraio 2017

Sanguinaccio vegetariano per un carnevale napoletano



Da Nepitella Partenopea

Da bambina ero molto, molto, molto, schizzinosa. Da grande non sono migliorata nella sostanza ma il pregiudizio ha ceduto il posto alla conoscenza. Dunque oggi sono diventata una schizzinosa arrogante. L'apice del mio disgusto alimentare arrivava a Carnevale; quando ad accompagnare le meravigliose chiacchiere fritte c'era il sanguinaccio, una crema al cioccolato, densa e profumata di cannella, fatta con sangue di maiale. Da qualche anno ho avuto in dono da mia cognata napoletana doc e anche vegetariana una ricetta che mi ha resa felice. Finalmente anche io posso gustare quella meravigliosa crema senza sentirmi catapultata in Transilvania.

Setacciare in una pentola 70g di polvere di cacao amaro, 40g di maizena e un cucchiaino da tè di cannella.

Aggiungere 200g di zucchero, e a filo 500ml di latte freddo.

Mettere la pentola sul fornello a  fiamma bassa e mescolare per circa 10' o fino a quando il composto non si addensa.

A questo punto aggiungere 120g di cioccolato fondente precedentemente frantumato e infine 30g di burro.
Far raffreddare la crema con una pellicola aderente alla superficie, in modo tale da evitare che si formi uno strato superficiale secco e duro.
 
Servire accompagnato da chiacchiere, o frappe che dir si voglia.

lunedì 20 febbraio 2017

Pane alla curcuma e peperoncino



Di Nepitella Partenopea e Giovanni il Panettiere

Mio figlio aveva come compito a casa quello di fare del pane e dargli una forma insolita. Lui sapeva già, le idee erano chiarissime sulla forma da dare: uno stranissimo animale di cui non ricordo il nome e di cui non riuscivo a immaginare la foggia, ma conoscendolo avevo la certezza che fosse qualcosa di estremamente complesso. Lui mi mostra prontamente una foto e io faccio subito il Catone della situazione: "Il materiale non può adattarsi alla forma" sentenzio. Invito Giovanni a trovare una forma più realizzabile e dopo svariati tentativi per scongiurare la mia affermazione, si arrende sconfitto e frustrato dall'idea di dover sempre fare i conti con la maledetta realtà. Dice che farà una banana! Così è arrivata la curcuma che ha reso il nostro pane giallo. La forma era deludente ma il sapore ottimo.

Abbiamo impastato 150g di farina00 e 150g di farina0 con 180g di acqua tiepida 1/2 cubetto di lievito di birra, un cucchiaio raso di curcuma, un cucchiaino di sale colmo e 3 cucchiai di olio al peperoncino.

L'impasto ha trovato rifugio nel forno spento coperto da una pellicola fino a quando non si è gonfiato, poi lo abbiamo rimpastato con estrema soddisfazione di Giovanni che poteva finalmente fare una cosa contro il buon senso. Abbiamo dato la forma decisa e poi di nuovo a lievitare.
Quando si era trasformato in una mezza luna più che in una banana abbiamo deciso di mettere fine alla sua mutazione infornandolo a 180 gradi per circa 40'.
Non era quello che avrebbe voluto ma il suo sapore ha compensato la delusione.

Febbraio. Una stanza con tritoni per mangiare la terrina di spigola



Febbraio 2003. Una stanza con tritoni per mangiare la terrina di spigola. Di questa cena non mi resta che il menu: Pirozhki di salmone con l'erba erba cipollina, Risotto di pesce alla veneziana, Terrina calda di spigola con salsa al dragoncello, Insalata di radicchio rosso di Verona, Torta ai marrons glacées.













domenica 19 febbraio 2017

Dicembre. Da Ida e Alfredo veneziani


Dicembre 2013. Da Ida e Alfredo veneziani. Il 30 dicembre.

Ricca proposta di solluccheri salati in varie ciotole. 

Pizza di scarola

Arrosto

Roastbeef con olio al tartufo e scaglie di parmigiano

Cavolfiore gratinato

Formaggi con mostarde e marmellate

Presnitz













Amburger della zia Renata




Da Artemisia


Fare una besciamella per un quarto di latte partendo da un roux ricco di burro, più del consueto.

800g di vitellone macinato, più  200g di parmigiano grattugiato, due uova, sale, pepe nero appena macinato, 100g di mortadella triturata (o prosciutto cotto).

Unire carne parmigiano etc. e besciamella. Mescolare bene.

Fare delle grosse polpette schiacciate (ho usato un coppapasta).

Imburrare una teglia, cospargerla di pan grattato, mettervi le polpette; su ognuna una nocciola di burro.

Forno a 250 per dieci minuti (devono solo dorarsi, e restare al sangue dentro).

Gazpacho di zia Renata

I peperoni della signora Nadina, con pesto di capperi. Toscana

Polli spezzati con salvia e rosmarino, alla moda toscana

Il fagiano al cognac della signora Nadina







sabato 18 febbraio 2017

Piccole crumble di pere con cacao, zenzero, noci




Di Artemisia

Dieci piccole teglie di 10 cm per 2.

Crumble: 200g di farina00, 200g di burro, 100g di zucchero raffinato, 100g di zucchero panela, una cup di noci tritate, una cup di ciliegie essiccate, un cucchiaio di zenzero in polvere, un cucchiaio di cacao amaro.

Dalle 8 alle 10 pere, secondo grandezza; pelarle, togliere il torsolo, ridurle a piccoli dadi, bagnarle con il succo di un limone, distribuirle nelle dieci teglie.

Coprirle con il crumble.

30' in forno a 180°.

Per uno spuntino dove accompagnavano la Focaccia con le patate di Orsy farcita di mortadella. 



venerdì 17 febbraio 2017

Febbraio. La cena del vescovo e sua moglie.



Febbraio 2002. Con il vescovo e sua moglie. Non era un vescovo protestante, ma uno di quegli uomini che per studiatamente pacato eloquio, ampi gesti, propensione alla predica, un certo sorvolare su tutto senza poggiarsi su nulla, sono vescovi di diritto. Sono ospiti gradevoli: non useranno mai uno stuzzicandenti sotto il vostro naso. E poi c'era la moglie, vivace con moderazione, come deve essere una moglie di vescovo che piaccia ai diocesani. Mi accorgo che scivolo comunque verso il mondo anglosassone e Agata Christie, ma non ci fu il morto. Menu: Tartellette piccanti; Flan di zucca al limone; Polpette al curry; Timballo di riso e patate; Chiocciole con gorgonzola e noci; Torta di carote; Crema di pere, mele, limone, zenzero.



Tartellette piccanti con il pepe di Ayacucho

Mousse di zucca al limone
 
Polpette al curry

Timballo di riso e patate

Chiocciole con gorgonzola e noci

Torta di carote 

Crema di pere, mele, limone, zenzero 
 







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