lunedì 8 febbraio 2010

Febbraio. La cena del sartù.




Febbraio 2010. La cena del sartù. Volevo ricambiare una cena in cui mi è stato offerto un piatto antico e di bontà squisita, il cus cus trapanese. Ho pensato al sartù di riso napoletano. In tutta la preparazione sono stata accompagnata dalle telefonate con la napoletana doc di AAA, Nepitella Partenopea, che mi hanno permesso di arrivare in fondo in compagnia di chiacchiere, suggerimenti, condivisioni e risate. Per cominciare, Pizze fritte, uscite mano a mano dalla cucina e mano a mano mangiate. Le pizze fritte le avevo già fatte; Nepitella mi aveva suggerito le molto seducenti e meno abituali le pizzelle con le alici e i semi di finocchio, ma non me la sono sentita di abbandonare le note e buonissime, e le ho volute tenere come punto fermo per avere almeno un piatto di sicura riuscita; le pizzelle saranno presto provate. Quindi lui, il Sartù di riso, accolto con esclamazioni eccitate del tipo: E adesso che ci dai? Una forma di cacio con su del ragù? Ma come fa a tenersi in piedi ecc. Anche la ricetta di sartù l'avevo già provata con soddisfazione, ma diversi anni fa, e non ce l'avevo più sotto controllo. Della Scarola napoletana, che è stata ritenuta da Nepitella e da me l'accompagnamento giusto, non troppo strutturato, ma degno compagno del monumento. Infine, ovviamente, un Babà, che non avevo mai fatto e che ha comportato parecchi interrogativi (ho dovuto affrontare un cambio di procedura infilandolo in frigo fra due lievitazioni, ma mi è andata bene). Ho fatto per sicurezza anche la Torta dei fidanzati, con lo zenzero condito invece che con il cedro, e che essendo senza farina e a base di noci, cioccolato, zucchero e uova, ricorda la caprese. C'era del Sauvignon Ronco delle Mele 2008 con le pizzette, e poi dell'Amarone Musella 2006.

Pizze fritte

Sartù di riso

Scarola napoletana

Babà 
 
Torta dei fidanzati
 





Per cominciare, pizze fritte, uscite mano a mano dalla cucina e mano a mano mangiate. Le pizze fritte le avevo già fatte; Nepitella mi aveva suggerito le molto seducenti e meno abituali le pizzelle con le alici e i semi di finocchio, ma non me la sono sentita di abbandonare le note e buonissime, e le ho volute tenere come punto fermo per avere almeno un piatto di sicura riuscita; le pizzelle saranno presto provate

Quindi lui, il sartù di riso, accolto con esclamazioni eccitate del tipo: E adesso che ci dai? Una forma di cacio con su del ragù? Ma come fa a tenersi in piedi ecc. Anche la ricetta di sartù l'avevo già provata con soddisfazione, ma diversi anni fa, e non ce l'avevo più sotto controllo.

Della scarola napoletana, che è stata ritenuta da Nepitella e da me l'accompagnamento giusto, non troppo strutturato, ma degno compagno del monumento.

Infine, ovviamente, un babà, che non avevo mai fatto e che ha comportato parecchi interrogativi (è stato proprio qui che ho dovuto affrontare un cambio di procedura infilandolo in frigo fra due lievitazioni, ma mi è andata bene).

Ho fatto per sicurezza anche la torta dei fidanzati, con lo zenzero condito invece che con il cedro, e che essendo senza farina e a base di noci, cioccolato, zucchero e uova, ricorda la caprese.


10 commenti:

Luciana ha detto...

Ottima cena...tutto buonissimo peccato non esserci stata...un bacio Luciana http://daldolcealsalato.myblog.it/

Rosmarina ha detto...

Che vergogna.......... Non conosco nessuno di questi piatti!! Però mi piacerebbe imparare... Mangiando le tue delizie. A presto, un bacione.

Alessandra ha detto...

Non posso non dirlo.....mizzicaaaaa!!Ecco l?ho detto ^_^

acquaviva ha detto...

Si ma... così non vale!!! Tranne forse le pizzelle nessuno dei miei tentativi ha mai avuto risultati paragonabili ai tuoi: sei davvero bravisssssssima!
E naturalmente poi non si può fare senza... la ricettina delle pizze alici e finocchietto, vero?!

frenci ha detto...

delle pizzelle fritte, solo un pochino più grandi delle tue, ho un ricordo godurioso che risale a diversi anni fa; il sartù fa parte invece del mio immaginario, è uno di quei piatti che non si è mai tradotto in realtà, ma il desiderio di prepararlo prima o poi rimarrà sempre; e il babà l'ho conosciuto grazie alla già nota corte del pasticcere partenopeo... insomma una cena a mia misura, più confortante che mai, in barba alla dieta iperproiteca che ultimamente mi assilla... ciao artemisia, buona settimana

uovo sodo ha detto...

Mamma mia! ma che bontà! tutte cose che io adoro! Evviva Napule !

ps: il babà, provo a farlo però, poi ti dirò

dede ha detto...

per essere una cenetta improvvisata all'ultimo minuto pare riuscita benissimo.
congratulescions, as usual

Artemisia Comina ha detto...

grazie fanciulle della partecipazione e dell'apprezzamento: siete tutte invitate :)

PS: mi è venuta voglia di fare il timballo, quello con il guscio frolla dolce e il ripieno di mezzi ziti al ragù...che ne dite?

uovo sodo ha detto...

SIIII !!!!!!!!!!
TIMBALLO ! TIMBALLO! TIMBALLO !!!...

Artemisia Comina ha detto...

ovetto, con la complicità di certe amiche dotate di adeguata vena di pazzia, mi sto studiando certi timballi da sballo.

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