giovedì 14 febbraio 2013
Coda alla vaccinara
Ma poi alla fine non è mica questa bomba una coda alla vaccinara!
Da Artemisia che fa la ricetta - pensate un po' - tratta da Wikipedia. Poi come sempre guarda qua e là sul web, ma la traccia è quella.
In pentola di ghisa faccio rosolare del guanciale a tocchetti (100g circa) con un filo d'olio d'oliva, e poi ci rosolo i rocchi di coda.
A parte ho stufato nell'olio d'oliva una cipolla con una punta d'aglio ridotta in crema: aggiungo alla coda rosolata.
Aggiungo anche una puntina di chiodi di garofano in polvere.
E un bicchiere di vino bianco, che fo sfumare.
Copro con un barattolo di pelati da 500g e acqua quanto basta. Sale e pepe nero appena macinato.
Qui inizia la lenta pippiolante cottura, fino a che la carne non si stacca dall'osso. Quante ore? Molte, dipende anche dalla vostra coda. Dopo qualche ora setoso aspetto, sontuoso profumo, irresistibile richiamo della parte al tutto: antropofagia (se non l'abbiamo quasi più, l'avemmo).
Ho messo un mezzo sedano a tocchetti molto piccini, sbollentato, verso fine cottura.
Coda con cacao e pinoli
Poi ho diviso la coda in due parti: una da mangiare subito aggiungendo una piccola spolverata di cacao amaro e una manciata di pinoli (dopo l'aggiunta, un piccolo sobollire per 5'); l'altra tenuta per condire i rigatoni (non solo il sugo, ma anche un rocchio per piatto) cui dedicherò prossimo post.
Su questa aggiunta, che viene definita facoltativa, come sempre ci si divide. Chi la ama, e chi la condanna come ricca e impropria a un piatto povero. E come sempre le divisioni non servono a prendere parte, ma a capire le variazioni, la storia di un piatto, a fare da guida all'esplorazione dei gusti e degli stili.
Servita con polenta, visto che a tavola c'era un veneto. Altrimenti, procuratevi una fetta di pane di Lariano e fate scarpetta.
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2 commenti:
Vero confort food ... Con polenta, assolutamente ...
eccerto, sapevo che tu mi approvavi :)
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