domenica 20 marzo 2016

La frittata di cipolle di Teo.



Di Teofilo

Siamo quattrodici; a un certo punto della cucina, debbo piantare alcune cose a metà. Sono avviate, Teo le concluderà; aggiungiamo una frittata? (Non si sa, mai, quattordici da sfamar)...). Come? Cipolle! Teo la farà. Grande successo. Dunque:

Sei cipolle pulite, pelate, affettate finemente (come sa fare la mano orientale); in padella larga con poco olio d'oliva; giramenti; quando iniziano ad attaccarsi, acqua, poca; poi pian piano altra acqua, sorvegliando e facendole stufare, coperte, per un'ora.

Battere 8 uova, aggiungere sale, un po' di pecorino grattugiato.

Verificare se non è il caso di aggiungere alle cipolle un poco d'olio; versare le uova, procedere come al solito con le frittate: smuovere, cuocere, rovesciare.

Tutto sta in questo lunghissimo stufare le cipolle.

Sul tavolo di Marzo. Primavera, quasi. Orgia di torte



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